0 Commenti
Nel mondo milioni di bambini vengono obbligati a lavorare in condizioni disumane di sfruttamento che mettono a rischio la loro stessa vita. Questo fenomeno non solo rappresenta una palese violazione dei diritti dei bambini, ma offende la dignità e lede il valore della persona umana. Save the children è un’organizzazione internazionale che si occupa di salvaguardare e promuovere i diritti dei bambini. Questa organizzazione rileva almeno 260.000 minori tra i 7 e 15 anni coinvolti nel lavoro nel nostro paese. Una larga parte di minori che sono stati condannati a scontare una condanna penale ha meno di 16 anni ed una buona parte di loro ha lavorato addirittura a 11-12 anni e in condizioni di grave sfruttamento e pericolo, anche di notte. Vengono adattati a tutti i lavori: ristorazione (21%), vendita (17%), in cantiere (11%), in campagna (10%), e molti atri. Ci sono comunque persone che sostengono che i giovani, anche al di sotto dei 16 anni di età, debbano lavorare per dare una mano alla propria famiglia o perché devono far fronte alle proprie spese. Di fatto ben il 66% dei minori lavora per sostenere le proprie spese e il 40% per aiutare i propri familiari. Alcuni sostengono che è giusto far lavorare i bambini : devono capire fin da piccoli cosa significhi “sporcarsi le mani”. Ma questa è un’affermazione assolutamente errata. Le esperienze di lavoro minorile sono spesso legate all’abbandono delle scuole, ma soprattutto all’abbandono del mondo adolescenziale. Il bambino, l’adolescente ha il diritto di vivere la propria vita, di essere istruito, di fare le proprie esperienze e non di sprecare il tempo datogli a disposizione per lavorare come una macchina.
Kevin Uzzo classe IIIA (a.s. 2017-2018)

