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Giovedì 13 febbraio alle ore undici, nell'auditorium dell'Istituto Professionale di Alife “M. Bosco” c'era un ospite speciale, Don Maurizio Patriciello. E badate bene, non un sacerdote qualunque, ma un uomo che si è impegnato in prima persona per la lotta alla camorra e per la denuncia di quanto accade nella “Terra dei Fuochi”, lui che i danni di quei fuochi li vede ogni giorno quando è costretto a celebrare troppi funerali con delle tristissime bare bianche.
Lui afferma: “Quando ho iniziato ad occuparmi di questa storia credevo di avere tra le mani nu tic e trac invece avevo tra le mani una bomba atomica”
Sono presenti gli alunni dell'Ipia, dell'Itc “De Franchis”, del liceo “G. Galilei”, dell'Ipsart “V. Cappello” e dell'Istituto Autonomo Comprensivo “N. Alunno”, un pubblico giovane, difficile da attrarre, ma lui ci riesce benissimo. Piace al pubblico, nonostante l'argomento sia serissimo, riesce a sdrammatizzare e a strappare molti sorrisi. Piace perchè non è formale, ma vicino ai giovani, usa parole importanti, ma senza sembrare presuntuoso, sfoggia orgoglioso un dialetto in cui i giovani si riconoscono, sembra essere amico di tutti. A una ragazza che sta leggendo dice spontaneamente : “ Nun se sente guagliuncè”. Il pubblico ride e lui con le risate attira l'attenzione e dice grandi verità: “Riguardo tutto ciò che sta succedendo in quelle terre io vi dico che Dio è misericordioso e ci perdonerà, ma la storia no. Occorre un po' di tempo prima che la cronaca diventi storia però quando ciò avverrà noi vedremo tutto molto più chiaro perchè più ci si allontana da una cosa e più la si vede in maniera chiara” Don Maurizio si batte per salvare la sua terra, ma questa la chiama la nostra battaglia, non solo la sua.
Lui non si arrende ed è convinto che “la nostra terra risorgerà come Lazzaro”, lui ci crede perchè quando si tocca il fondo prima o poi si deve risalire.
Don Maurizio non vuole dar tregua alle istituzioni, è giunto fino al Parlamento europeo di Bruxelles dove ha portato tutta la sua rabbia per quei roghi.
In uno degli editoriali raccolti nel suo libro “Vangelo della Terra dei fuochi” lui definisce la Campania come “una bella signora gravemente ammalata. Una dama dai nobili natali sciupata, con i capelli arruffati e le vesti ridotte a brandelli. Geme la Campania. Soffre, ma non smette di sperare”
All'evento hanno partecipato la giornalista Adele Consola come moderatrice, il sindaco di Alife Giuseppe Avecone e la dirigente scolastica Isabella Balducci.
Don Maurizio non smette di sperare e questa speranza sembra trasmetterla a chi lo ascolta.
Annamaria Tartaglia

