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 <title>Il giornalino dell&#039;IIS De Franchis</title>
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 <title>SONO SOLO BAMBINI!</title>
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 <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-immagine field-type-image field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.iisdefranchis.edu.it/giornalino/sites/default/files/bangladesh_5_0.jpg&quot; rel=&quot;lightbox[field_immagine][]&quot; title=&quot;&quot;&gt;&lt;img typeof=&quot;foaf:Image&quot; src=&quot;http://www.iisdefranchis.edu.it/giornalino/sites/default/files/bangladesh_5_0.jpg&quot; width=&quot;362&quot; height=&quot;198&quot; alt=&quot;&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;Nel mondo milioni di bambini vengono obbligati a lavorare in condizioni disumane di sfruttamento che mettono a rischio la loro stessa vita. Questo fenomeno non solo rappresenta una palese violazione dei diritti dei bambini, ma offende la dignità e lede il valore della persona umana. Save the children è un’organizzazione internazionale che si occupa di salvaguardare e promuovere i diritti dei bambini. Questa organizzazione rileva almeno 260.000 minori tra i 7 e 15 anni coinvolti nel lavoro nel nostro paese. Una larga parte di minori che sono stati condannati a scontare una condanna penale ha meno di 16 anni ed una buona parte di loro ha lavorato addirittura a 11-12 anni e in condizioni di grave sfruttamento e pericolo, anche di notte. Vengono adattati a tutti i lavori: ristorazione (21%), vendita (17%), in cantiere (11%), in campagna (10%), e molti atri. Ci sono comunque persone che sostengono che i giovani, anche al di sotto dei 16 anni di età, debbano lavorare per dare una mano alla propria famiglia o perché devono far fronte alle proprie spese. Di fatto ben il 66% dei minori lavora per sostenere le proprie spese e il 40% per aiutare i propri familiari. Alcuni sostengono che è giusto far lavorare i bambini : devono capire fin da piccoli cosa significhi “sporcarsi le mani”. Ma questa è un’affermazione assolutamente errata. Le esperienze di lavoro minorile sono spesso legate all’abbandono delle scuole, ma soprattutto all’abbandono del mondo adolescenziale. Il bambino, l’adolescente ha il diritto di vivere la propria vita, di essere istruito, di fare le proprie esperienze e non di sprecare il tempo datogli a disposizione per lavorare come una macchina.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Kevin Uzzo classe IIIA (a.s. 2017-2018)&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
 <pubDate>Fri, 16 Mar 2018 21:21:56 +0000</pubDate>
 <dc:creator>pascale</dc:creator>
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 <title>Piccoli lavoratori per grandi lavori.</title>
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 <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-immagine field-type-image field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.iisdefranchis.edu.it/giornalino/sites/default/files/Lavoro_minorile-4.jpg&quot; rel=&quot;lightbox[field_immagine][]&quot; title=&quot;&quot;&gt;&lt;img typeof=&quot;foaf:Image&quot; src=&quot;http://www.iisdefranchis.edu.it/giornalino/sites/default/files/Lavoro_minorile-4.jpg&quot; width=&quot;320&quot; height=&quot;206&quot; alt=&quot;&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;Lo sfruttamento minorile coinvolge milioni di bambini e bambine di età al di sotto dei quattordici anni. Nei paesi in via di sviluppo, circa il 16% di essi sono coinvolti nel lavoro minorile. Nei paesi meno sviluppati circa un bambino su quattro (tra i 5 e i 14 anni) lavora, correndo seri rischi per la sua salute. La più alta percentuale di minori lavoratori si trova nell’Africa Subsahriana. In Asia meridionale, il 12% dei bambini svolge lavori dannosi, mentre questa percentuale è del 5% in Europa centrale e orientale. Nell’Asia meridionale sono complessivamente 77 milioni i minori lavoratori. Fra i bambini tra i 7 e i 14 anni che non frequentano la scuola, la percentuale di quelli che lavora è dell’88% in Pakistan, del 10% nello Sri Yanka. Lo sfruttamento minorile è la prima causa della povertà. Le famiglie che sono costrette ad affrontare da sole la povertà devono chiedere un aiuto a tutti i membri della famiglia, anche ai più piccoli. Un’altra causa del lavoro minorile è la sete di profitto: i padroni assumono i bambini perché si lasciano sfruttare di più senza opporsi, sono più abili e non scioperano. Le convenzioni internazionali fissano per legge l’età minima di accesso al lavoro, ma queste, in alcuni paesi, sono del tutto inutili perché il lavoro minorile continua ad essere praticato. Esistono diverse forme del lavoro minorile: la riduzione in schiavitù, il lavoro nelle fabbriche e nel settore agricolo. I bambini diventano operai, costretti al lavoro in campi infestati fino a 15 ore al giorno.Hanno meno di 14 anni e lavorano invece di andare a scuola o giocare. Alcuni riescono a trovare il tempo per frequentare la scuola, ma la maggior parte di loro non ha mai messo piede in un aula scolastica, ed è probabile che non lo farà mai. I soprusi, che subiscono i bambini sono intollerabili e a volte spingono i piccoli lavoratori a ribellarsi. Ne è un esempio il caso della piccola Lucy che ha avuto il coraggio di comunicare a tutto il mondo la sua triste , ma purtroppo comune storia. Lucy è nata nel 1963 e aveva solo 4 anni quando suo padre decide di venderla come schiava al proprietario di una locanda, per 12 dollari. È l’inizio di una schiavitù senza fine. Lucy, come le altre bambine, inizia a lavorare per più di 12 ore al giorno, le loro piccole mani sono abili e veloci ed inoltre possono essere puniti più facilmente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Maria Grazia Caiola classe III A (a.s. 2017-2018)&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
 <pubDate>Wed, 14 Mar 2018 21:54:02 +0000</pubDate>
 <dc:creator>pascale</dc:creator>
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 <title>Al mondo siamo TUTTI uguali</title>
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 <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-immagine field-type-image field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.iisdefranchis.edu.it/giornalino/sites/default/files/ugualii.jpg&quot; rel=&quot;lightbox[field_immagine][]&quot; title=&quot;&quot;&gt;&lt;img typeof=&quot;foaf:Image&quot; src=&quot;http://www.iisdefranchis.edu.it/giornalino/sites/default/files/ugualii.jpg&quot; width=&quot;259&quot; height=&quot;194&quot; alt=&quot;&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;Ho deciso di scrivere questo articolo per mettervi al corrente che ancora oggi, nel 2018, avvengono tutti i giorni episodi di razzismo. Sentire che a Pisa in una scuola, una studentessa senegalese riceve sei lettere anonime di insulti, con scritto:”Mi dicono che non potrò mai diventare avvocato a causa del colore della mia pelle” oppure “non si è mai vista un a negra prendere dieci a diritto”, come ha pubblicato Ivan Francese il 18 Maggio 2015 su “il giornale”, è letteralmente disumano. Aggressione razzista ad Ostia contro due minori di origine Egiziana 18 Gennaio da quattro italiani di età tra i 10 e i 18 anni; i due sono stati prima insultati e dopo è iniziato il diverbio: uno dei quattro estrae una pistola e spara tre colpi, ha pubblicato le “Cronache di ordinario razzismo” il 24 Gennaio 2018. In Italia, secondo “La Repubblica” avvengono almeno cinque casi di discriminazione al giorno, non è una situazione da prendere decisamente alla leggera. Non abbiate paura del diverso ma siatene incuriositi; bisogna insegnare loro come integrarsi nella nostra comunità, aiutateli non spaventatevi perché loro hanno bisogno solo di questo, ed in cambio potrete trarne vantaggio imparando i loro usi, costumi e la loro storie che avranno da raccontare. Siamo tutti uguali al mondo.&lt;br /&gt;
De Bottiis Marco classe IIIA  (A.S. 2017-2018)&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
 <pubDate>Wed, 14 Mar 2018 18:58:58 +0000</pubDate>
 <dc:creator>pascale</dc:creator>
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 <title>A volte le donne dimenticano quanto valgono.</title>
 <link>http://www.iisdefranchis.edu.it/giornalino/content/volte-le-donne-dimenticano-quanto-valgono</link>
 <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-immagine field-type-image field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.iisdefranchis.edu.it/giornalino/sites/default/files/Blocco-emotivo.jpg&quot; rel=&quot;lightbox[field_immagine][]&quot; title=&quot;&quot;&gt;&lt;img typeof=&quot;foaf:Image&quot; src=&quot;http://www.iisdefranchis.edu.it/giornalino/sites/default/files/Blocco-emotivo.jpg&quot; width=&quot;500&quot; height=&quot;318&quot; alt=&quot;&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;A volte le donne dimenticano quanto valgono.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel Medioevo per i poeti l’amore era un sentimento fondato sulla sublimazione della donna .&lt;br /&gt;
Nella vita comune la donna nel Medioevo veniva considerata un essere inferiore: la nascita di una bambina era vista come una disgrazia, provocando nei padri l’angoscia per le doti che le avrebbero dovuto fornire.&lt;br /&gt;
La donna per i poeti della Scuola Siciliana era considerata una creatura perfetta per le sue qualità fisiche e morali tanto da essere impossibile raggiungerla. Infatti il trovatore cantava alla donna il suo desiderio e si mostrava a lei come un vassallo al suo servizio.&lt;br /&gt;
Dante Alighieri decantava “l’amore” come un movimento spirituale, in cui la donna appariva come una figura angelica e come mezzo di elevazione verso Dio.La “Vita Nova” è la prima opera organica di Dante, narrata per raccontare l’amore che provava nei confronti di Beatrice.&lt;br /&gt;
Si tratta di un’opera mista di versi e prosa, composta dopo la sua morte e consiste in una raccolta di rime. L’opera si divide in tre momenti fondamentali: l’amore visto come passione irrazionale che provoca tormento; la donna che viene idealizzata apparendo come una figura angelica in cui solo attraverso la poetica della lode si può raggiungere la perfezione del sentimento d’amore.&lt;br /&gt;
Dante in quest’opera parla del loro primo incontro all’età di nove anni e del secondo incontro dopo altri nove, la quale gli donò il saluto. Ciò suscitò in Dante degli effetti mirabili operati dalla virtù di Beatrice. La sua perdita però, portò il poeta in uno stato di profonda sofferenza; ma Beatrice, tornò ad apparirgli in sogno e ciò spinse Dante a prendere la decisone di non scrivere più di lei fin quando non avrà trovato modi e argomenti per poter trattare degnamente la sua grandezza spirituale.&lt;br /&gt;
“Vita Nuova” significa “Vita rinnovata” dall’incontro con Beatrice e dall’amore che rende il “cuor gentile”: si tratta, quindi, del rinnovamento spirituale di Dante.&lt;br /&gt;
Ciò che suscita in me la lettura della “Vita Nova” è pura ammirazione e invidia per Beatrice, poiché lei appariva agli occhi di Dante come la creatura più bella che avesse potuto mai ammirare, come un miracolo di Dio sceso in terra. Essa appariva, inoltre, come l’oggetto da porre sul piedistallo per essere contemplato è venerato.&lt;br /&gt;
Ciò che mi ha colpito di più è il modo in cui Dante si sia innamorato di Beatrice, solo attraverso lo sguardo degli occhi. Questo aspetto di Dante lo trovo molto interessante poiché fa capire che non bisogna soffermarsi sulle qualità fisiche per poter amare una donna, ma che si può amarla anche per ciò che suscita nel suo amante. Dante vede la sua donna avanzare per le strade e tutti che la lodano ma non prova sentimenti di gelosia come accade oggi, ma bensì il contrario: vedere Beatrice così ammirata da tutti, suscitava in Dante un’estrema gioia.&lt;br /&gt;
Purtroppo oggi giorno l’amore sincero, sentito e passionale non esiste: la donna non suscita più ammirazione e rispetto ma come un un oggetto da usare e sottomettere al proprio uomo. Si tratta di un amore violento e meschino, in cui l’uomo non evidenzia più il suo romanticismo per non apparire “debole” agli occhi degli altri.&lt;br /&gt;
La donna nel corso della storia ha dovuto affrontare cambiamenti, per arrivare ad essere ciò che è oggi: uguale all’uomo. Ciò però, non può e non deve andare a giustificare il diritto di poter violentare o addirittura uccidere una donna. L’amore che esisteva un tempo fa, concentrato sull’innamoramento e sul corteggiamento è diventato un amore lontano, poiché la donna è considerata un essere inferiore; il corteggiamento sta perdendo importanza o comunque viene raramente praticato dagli amanti.&lt;br /&gt;
Secondo il mio parere l’amore di oggi è un tipo di amore violento: non si ama più una donna per il piacere di amarla o stare semplicemente con lei, ma è solo una questione di possesso per la sua bellezza e non di possedere il suo cuore. Purtroppo esiste ed esisterà sempre una differenza tra uomo e donna ma cioè che la donna vuole da un uomo è che la sappia rispettare,gli uomini, invece, vogliono qualsiasi donna che sappia soddisfare il loro unico pensiero fisso..&lt;br /&gt;
Nonostante ciò le donne hanno anche loro un difetto: a volte dimenticano quanto valgono.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;  “La donna è la rovina dell’uomo,&lt;br /&gt;
  ma resta il fatto che l’uomo&lt;br /&gt;
  senza la donna è rovinato”&lt;br /&gt;
~Marilyn Monroe&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Martina Pezza III A AFM (a.s.2017-2018)&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
 <pubDate>Sun, 11 Mar 2018 16:40:57 +0000</pubDate>
 <dc:creator>pascale</dc:creator>
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 <title>COLORI DIVERSI, DIRITTI UGUALI</title>
 <link>http://www.iisdefranchis.edu.it/giornalino/content/colori-diversi-diritti-uguali</link>
 <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-immagine field-type-image field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.iisdefranchis.edu.it/giornalino/sites/default/files/is_0.jpg&quot; rel=&quot;lightbox[field_immagine][]&quot; title=&quot;&quot;&gt;&lt;img typeof=&quot;foaf:Image&quot; src=&quot;http://www.iisdefranchis.edu.it/giornalino/sites/default/files/is_0.jpg&quot; width=&quot;341&quot; height=&quot;227&quot; alt=&quot;&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;Al giorno d’oggi vi sono continue discriminazioni verso chi di diverso da noi ha soltanto il colore della pelle, forse. Molto spesso, i clandestini sono in fuga da guerre e vari conflitti nei loro paesi d’origine. Secondo gli italiani la popolazione sarebbe composta almeno per ¼ da immigrati, prevalentemente da musulmani. Inoltre, sono anche sicuri che siano causa di degrado, disoccupazione, stupri, violenze varie. In realtà solo il 6% della popolazione è extra-comunitaria e quella dei musulmani è pari al 4%. Secondo recenti dati ISTAT, l’Italia sarebbe ottava in Europa per numero di stranieri residenti, tuttavia in Italia lo IUS SOLI non è ancora in vigore e quindi il criterio di definizione di straniero tra noi e l’Europa è ben diverso. In Italia, ma anche in Europa, sta crescendo vertiginosamente il numero di politici dell’estrema destra, e vanno via via affermandosi partiti come: Forza Nuova o Casa Pound: incremento dovuto alla crisi che un po’ delude i giovani e alla cospicua presenza di stranieri che turba gli stessi giovani e suscita in loro reazioni di natura xenofoba. Purtroppo la maggioranza degli italiani è diffidente verso gli immigrati, altri semplicemente non li vedono di buon occhio; molto probabilmente, dovrebbe essere adottata una politica molto più diligente e selettiva, non chiudere del tutto le frontiere, contrariamente in Italia non si è assolutamente a favore di nuovi innesti.&lt;br /&gt;
Nel 2017 sono state rilevate circa 700 richieste di stranieri, primariamente musulmani, richiedenti asilo politico. Pertanto, ritengo che non si tratta di opinioni politiche o pensieri diversi, sono problematiche umane, in cui non esiste pietà verso chi si trova in difficoltà o ha bisogno di aiuto. Un’altra tematica assai delicata è la disoccupazione, secondo alcuni sono gli immigrati a togliere lavoro agli italiani o quanto meno, a sminuire il costo del lavoro. Riguardo quest’ultimo proposito la considerazione è vera, ma determinati lavori gli italiani non sono disposti a farli. Ripeto che, a parere mio, sono problematiche di rilevo sociale poiché in una buona nazione sarebbe all’ordine del giorno aiutare chi è meno fortunato di noi perché un giorno potremmo averne bisogno anche noi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;                                                                                                                                         CM&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
 <pubDate>Thu, 08 Mar 2018 21:44:49 +0000</pubDate>
 <dc:creator>pascale</dc:creator>
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 <title>INFANZIA NEGATA -  BAMBINI AL LAVORO</title>
 <link>http://www.iisdefranchis.edu.it/giornalino/content/infanzia-negata-bambini-al-lavoro</link>
 <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-immagine field-type-image field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.iisdefranchis.edu.it/giornalino/sites/default/files/bimbo.jpg&quot; rel=&quot;lightbox[field_immagine][]&quot; title=&quot;&quot;&gt;&lt;img typeof=&quot;foaf:Image&quot; src=&quot;http://www.iisdefranchis.edu.it/giornalino/sites/default/files/bimbo.jpg&quot; width=&quot;240&quot; height=&quot;320&quot; alt=&quot;&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;Sono 150 milioni i bambini coinvolti nel lavoro minorile,1 su 6 lavora.L&#039;Africa subsahariana è l&#039;area del mondo con la più alta incidenza di minori al lavoro. In Asia sono 78 milioni i bambini sfruttati, In America Latina e nei Caraibi sono 13 milioni, In Medio Oriente sono 9 milioni e nel nord Africa sono pari all&#039;8% della popolazione minorile. Ma il lavoro minorile non risparmia neppure i paesi più ricchi, come l&#039;Italia in cui 340 mila ragazzi vengono sfruttati.&lt;br /&gt;
In particolare, in alcune zone del meridione ci sono dei fattori che espongono maggiormente bambini e ragazzi al rischio di sfruttamento: elevati livelli di povertà, ampie fasce di popolazione con titoli di studio medio-bassi, famiglie numerose con più di un minore a carico, dispersione scolastico-formativa e una notevole diffusione del lavoro nero. L&#039;organizzazione internazionale del lavoro e l&#039;associazione &quot;Save The Children&quot; hanno affermato: &quot;Ci ritroviamo a constatare una mancanza di attenzione al lavoro minorile nel nostro paese, sia in termini di monitoraggio del fenomeno, che di azioni specifiche per prevenire e contrastare il fenomeno, anche nelle sue forme peggiori, nonostante si tratti di un problema presente e che rischia di peggiorare, anche a causa della crisi economica.&quot; Molti sono i fanciulli coinvolti nelle forme peggiori di lavoro, con orari notturni, con un impegno continuativo, con il rischio di compromettere gli studi, di non avere neanche uno spazio minimo per il gioco e il divertimento o per il necessario riposo.&lt;br /&gt;
ORARI DISUMANI - PAGHE MINIME&lt;br /&gt;
Quali sono i lavori che svolgono i bambini?&lt;br /&gt;
-Miniere, cave, vetrerie e fornaci.&lt;br /&gt;
Scenari ottocenteschi se ci si affaccia ai bordi di una miniera d&#039;oro in Perù; o se si accompagna un piccolo carbonaio brasiliano in mezzo alla fuliggine; o uno spaccapietre nella cava di Faridabad in India che rischia di diventare cieco per la polvere e il riverbero; o se si osservano le mani da vecchio di un piccolo fabbricante di mattoni a Bogotà in Colombia o se si cerca di respirare nei 50 gradi nella vetreria indonesiana dove i bambini lavorano ai forni senza protezione.&lt;br /&gt;
-Piantagioni di thè e banane&lt;br /&gt;
Molti ragazzi manipolando pesticidi muoiono ogni anno nelle piantagioni in Bangladesh, Nepal e India.&lt;br /&gt;
-Giocattoli per bambini più fortunati&lt;br /&gt;
Sull&#039;etichetta ci sarà pure scritto Mattel o Chicco, ma ormai l&#039;80% dei giocattoli sono fatto in Cina, Indonesia e Thailandia. Bambini che per 12 ore si trovano a contatto con plastica infiammabile, in ambienti surriscaldati, con poco cibo e dormono in capannoni-ghetto.&lt;br /&gt;
-Tappeti eleganti per case di lusso&lt;br /&gt;
1 milione di bambini tessono tappeti su decine di migliaia di telai sparsi fra il Pakistan, India e il Nepal. Preferiti non solo per via delle piccole dita molto adatte al lavoro, ma anche perché gli adulti non sono disposti a farsi sfruttare proprio fino all&#039;osso.&lt;br /&gt;
            &quot; Essere liberi non significa semplicemente rompere le catene,&lt;br /&gt;
        ma vivere in modo tale da rispettare e accentuare la libertà altrui. &quot;&lt;br /&gt;
                           Nelson Mandela&lt;br /&gt;
                                                                                   Gianmarco Russo IIIA AFM (A.S. 2017-2018)&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
 <pubDate>Thu, 08 Mar 2018 16:54:58 +0000</pubDate>
 <dc:creator>pascale</dc:creator>
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 <title>“Tanto gentil e tanto onesta pare  la donna mia…”</title>
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 <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-immagine field-type-image field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.iisdefranchis.edu.it/giornalino/sites/default/files/download.jpg&quot; rel=&quot;lightbox[field_immagine][]&quot; title=&quot;&quot;&gt;&lt;img typeof=&quot;foaf:Image&quot; src=&quot;http://www.iisdefranchis.edu.it/giornalino/sites/default/files/download.jpg&quot; width=&quot;262&quot; height=&quot;193&quot; alt=&quot;&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;In quanto ragazza non posso non pensare all’importanza della donna, come persona, indipendentemente dal suo ruolo nella famiglia, nel mondo lavorativo, nella società, …&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In quanto cittadina sostengo l’importanza e il rispetto di e per ogni essere vivente, sia esso uomo o donna, bambino, giovane, adulto o anziano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da ciò che nel tempo ho appreso studiando, leggendo o ascoltando conversazioni varie, so che nel corso della storia la figura femminile ha vissuto notevoli cambiamenti, fino ad essere, oggi, uguale all’uomo, con gli stessi diritti, le stesse opportunità, con gli stessi doveri, uguali responsabilità… Di recente, per l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica, si poteva pensare che potesse essere una donna alla guida del nostro Paese, in molti lo auspicavano!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le donne sono impegnate in ogni settore: famosissima è l’astronauta Samantha ancora in viaggio nello spazio, prima italiana a vivere quest’esperienza. Come non ricordare l’astrofisica Margherita Hack, la grande Nilde Jotti, la prima presidente della Camera dei Deputati, il premio Nobel per la medicina di Rita Levi Montalcini e tante altre.  Sarebbe però scorretto e riduttivo pensare solo alle celebrità. Mi riferisco a tutte le mamme costantemente attive e dinamiche capaci di conciliare famiglia, casa e lavoro. E’ giusto riflettere sulle attività svolte in ogni campo dal più al meno umile o stancante, al più o meno gratificante o impegnativo, tutti sono degni di essere considerati e rispettati. Sì! Rispetto… Sebbene molto lontani dalle epoche in cui la donna era considerata “proprietà privata”, ancora oggi, nel 2015, si sente molto spesso di ragazze/donne violentate e/o uccise anche dai propri partner, in seguito a un litigio o a divergenze di vedute. E’ quasi quotidiana la notizia al TG! Mi ha molto colpito la morte di Elena Ceste, madre di quattro figli, prima sparita, poi trovata cadavere, uccisa dal marito, forse per gelosia! Si può accettare tutto ciò? No!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In questo periodo in cui viviamo, così povero di valori e privo di certezze, mi viene da pensare al lontano passato, in particolare all’idea di donna diffusa attraverso la poesia e la letteratura: affascinante irraggiungibile creatura. Intorno al 1230 la Scuola siciliana, movimento rappresentato da poeti meridionali, con Federico II e un gruppo di notai e giuristi, fece emergere il concetto di amore come assoluta dedizione alla donna amata. In particolare ci si soffermava sugli effetti dell’amore sull’animo del poeta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Successivamente la nobiltà del sentimento fu osannata dal “ Dolce Stil Novo”, che, con Guido Guinizzelli, Guido Cavalcanti e il sommo Dante Alighieri, presentò l’innamoramento come un processo di conoscenza interiore e di perfezionamento, che si verificava solo se nel cuore dell’innamorato c’era “gentilezza”. “Tanto gentil e tanto onesta pare la donna mia…”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La donna considerata angelo irraggiungibile creava tormento all’uomo, perché impossibilitato a conoscerla, in quanto troppo perfetta! Addirittura ritenuta vicino a Dio per le sue doti elevate…&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La poesia ha fatto sognare e illudere innumerevoli generazioni, incantate da splendide descrizioni, purtroppo, però, lontane dalla realtà. Se, infatti, nella letteratura la donna fu posta su un elevato piedistallo, nella quotidianità era costretta ai lavori domestici, alla cura dei figli e del marito; non era libera di prendere decisioni, non aveva gli stessi diritti, non poteva studiare.. Sottomessa per tutta la vita al volere altrui: prima del padre, poi del coniuge.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; Questo succedeva nel Medioevo … nella società contemporanea è impensabile, inconcepibile che accada qualcosa di simile, eppure si verifica! Tra qualche giorno, l’otto Marzo, Festa della Donna, saranno fatti gli auguri, regalati i fiori, offerto cioccolatini o cene a lume di candela, invece, sarebbe auspicabile che finalmente il consumismo lasciasse spazio alle emozioni e al ricordo di tutte coloro che non ci sono più a causa dell’egoismo, della cattiveria e della violenza! La speranza è che si possa realmente percepire  l’ uguaglianza con il genere maschile, duramente conquistata con il trascorrere dei secoli, grazie alle capacità intellettive femminili. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;S.C. &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
 <pubDate>Fri, 27 Feb 2015 23:48:14 +0000</pubDate>
 <dc:creator>pascale</dc:creator>
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 <title>CITTADINANZA E DIRITTI UMANI</title>
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 <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-immagine field-type-image field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.iisdefranchis.edu.it/giornalino/sites/default/files/umani2_1_ec3de88dac1d98060c88f365a5915de2.jpg&quot; rel=&quot;lightbox[field_immagine][]&quot; title=&quot;&quot;&gt;&lt;img typeof=&quot;foaf:Image&quot; src=&quot;http://www.iisdefranchis.edu.it/giornalino/sites/default/files/umani2_1_ec3de88dac1d98060c88f365a5915de2.jpg&quot; width=&quot;400&quot; height=&quot;216&quot; alt=&quot;&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;Con il termine cittadinanza si definisce, dal punto di vista giuridico, l’appartenenza di una persona fisica a uno Stato, il cui ordinamento gli riconosce e garantisce diritti umani, civili e politici.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il concetto di cittadinanza proviene dal diritto romano, in base al quale la capacità giuridica era riconosciuta solo a chi possedeva, insieme allo status di uomo libero, quello di cittadino romano. Nel corso della storia il concetto di cittadinanza e di cittadino si è evoluto e ampliato. Nel Seicento e nel Settecentofurono gettate le basi della moderna cittadinanza: il liberalista John Locke (1632-1704) sosteneva che gli uomini in quanto tali sono titolari di alcuni diritti naturali (il diritto alla vita, alla proprietà, alla libertà e all’uguaglianza), per garantire i quali essi devono formare una comunità basata su tranquillità e pace reciproca. Il primo documento che afferma solennemente i diritti inviolabili dell’uomo è la &lt;em&gt;Dichiarazione d’indipendenza&lt;/em&gt;, approvata nel 1776 in America. Un’altra tappa fondamentale nella storia dei diritti umani è il 1789, quando l’Assemblea Nazionale francese approvò la &lt;em&gt;Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino&lt;/em&gt;: con essa per la prima volta in uno Stato europeo tutti i cittadini sono considerati liberi e uguali;inoltre, sono riconosciuti importanti diritti naturali quali la libertà, la proprietà, la sicurezza e la resistenza all’oppressione. Tuttavia, la Dichiarazione del 1789 non riconosceva la parità fra uomini e donne; queste ultime, infatti, non avevano il diritto di voto ed erano così escluse dalla vita politica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se è stato necessario molto tempo per arrivare all’affermazione dei diritti fondamentali dell’uomo, altrettanto ne è stato impiegato per il conseguimento della parità tra uomo e donna. Nel passato le donne sono state sempre vittime di disuguaglianze sociali: non solo non potevano votare o essere elette, ma ricevevano paghe inferiori rispetto agli uomini. Le Costituzioni moderne hanno esteso i diritti anche alle donne, che vengono considerate allo stesso livello degli uomini.Tuttavia, ancora oggi, in alcuni paesi, la donna è considerata in uno stato inferiore ed è priva di diritti fondamentali, come quello allo studio, al voto e a molte libertà personali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Con la&lt;em&gt;Dichiarazione universale dei diritti umani&lt;/em&gt;, approvata nel 1948 dalle Nazioni Unite e accettata da tutti gli Stati membri, si stabiliva il principio di universalità dei diritti, valida per i popoli di tutto il mondo.Oggi, infatti, la cittadinanza non è più solo nazionale, ovvero un rapporto giuridico che lega un cittadino al suo Stato, ma è diventata universale: come affermava Erasmo da Rotterdam nel Quattrocento, ogni uomo è cittadino del mondo. Si tratta di un concetto più ampio, che elimina i confini geografici e le differenze: la società odierna è una società globalizzata,aperta al dialogo e al contatto con le altre. Tuttavia, non è facile conciliare la cittadinanza nazionale con quella planetaria. Sorge, infatti, una questione molto importante: la convivenza tra i cittadini di uno Stato e coloro che vi emigrano. Negli anni passati, tale convivenza era ancora più difficile a causa dei pregiudizi nei confronti dello “straniero”: gli immigrati sono stati sempre emarginati e discriminati, perché considerati diversi. Gli ordinamenti giuridici attuali, come anche il nostro, garantiscono accoglienza e tutela agli immigrati, i quali hanno anche la possibilità di acquisire la cittadinanza del paese in cui emigrano. Tuttavia, le discriminazioni sono sempre presenti: sono molti i casi di marocchini o rumeni vittime di aggressioni o costretti a lavorare in nero e sottopagati. L’integrazione è difficile da realizzarsi sia perché i paesi ospitanti sono diffidenti verso i nuovi arrivati, sia perché gli immigrati sono poco propensi ad adeguarsi alle leggi e agli usi del paese in cui approdano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Serena Ascione&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
 <pubDate>Wed, 14 May 2014 22:00:00 +0000</pubDate>
 <dc:creator>pascale</dc:creator>
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 <title>Don Patriciello all&#039;Ipia: tra tristezza e simpatia il racconto di una terra martoriata ma che non smette di sperare. </title>
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 <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-immagine field-type-image field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.iisdefranchis.edu.it/giornalino/sites/default/files/don_patriciello.jpg&quot; rel=&quot;lightbox[field_immagine][]&quot; title=&quot;&quot;&gt;&lt;img typeof=&quot;foaf:Image&quot; src=&quot;http://www.iisdefranchis.edu.it/giornalino/sites/default/files/don_patriciello.jpg&quot; width=&quot;400&quot; height=&quot;169&quot; alt=&quot;&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;Giovedì 13 febbraio alle ore undici, nell&#039;auditorium dell&#039;Istituto Professionale di Alife “M. Bosco” c&#039;era un ospite speciale, Don Maurizio Patriciello. E badate bene, non un sacerdote qualunque, ma un uomo che si è impegnato in prima persona per la lotta alla camorra e per la denuncia di quanto accade nella “Terra dei Fuochi”, lui che i danni di quei fuochi li vede ogni giorno quando è costretto a celebrare troppi funerali con delle tristissime bare bianche.&lt;br /&gt;
Lui afferma: “Quando ho iniziato ad occuparmi di questa storia credevo di avere tra le mani nu tic e trac invece avevo tra le mani una bomba atomica”&lt;br /&gt;
Sono presenti gli alunni dell&#039;Ipia, dell&#039;Itc “De Franchis”, del liceo “G. Galilei”, dell&#039;Ipsart “V. Cappello” e dell&#039;Istituto Autonomo Comprensivo “N. Alunno”, un pubblico giovane, difficile da attrarre, ma lui ci riesce benissimo. Piace al pubblico, nonostante l&#039;argomento sia serissimo, riesce a sdrammatizzare e a strappare molti sorrisi. Piace perchè non è formale, ma vicino ai giovani, usa parole importanti, ma senza sembrare presuntuoso, sfoggia orgoglioso un dialetto in cui i giovani si riconoscono, sembra essere amico di tutti. A una ragazza che sta leggendo dice spontaneamente : “ Nun se sente guagliuncè”. Il pubblico ride e lui con le risate attira l&#039;attenzione e dice grandi verità: “Riguardo tutto ciò che sta succedendo in quelle terre io vi dico che Dio è misericordioso e ci perdonerà, ma la storia no. Occorre un po&#039; di tempo prima che la cronaca diventi storia però quando ciò avverrà noi vedremo tutto molto più chiaro perchè più ci si allontana da una cosa e più la si vede in maniera chiara” Don Maurizio si batte per salvare la sua terra, ma questa la chiama la nostra battaglia, non solo la sua.&lt;br /&gt;
Lui non si arrende ed è convinto che “la nostra terra risorgerà come Lazzaro”, lui ci crede perchè quando si tocca il fondo prima o poi si deve risalire.&lt;br /&gt;
Don Maurizio non vuole dar tregua alle istituzioni, è giunto fino al Parlamento europeo di Bruxelles dove ha portato tutta la sua rabbia per quei roghi.&lt;br /&gt;
In uno degli editoriali raccolti nel suo libro “Vangelo della Terra dei fuochi” lui definisce la Campania come “una bella signora gravemente ammalata. Una dama dai nobili natali sciupata, con i capelli arruffati e le vesti ridotte a brandelli. Geme la Campania. Soffre, ma non smette di sperare”&lt;br /&gt;
All&#039;evento hanno partecipato la giornalista Adele Consola come moderatrice, il sindaco di Alife Giuseppe Avecone e la dirigente scolastica Isabella Balducci.&lt;br /&gt;
Don Maurizio non smette di sperare e questa speranza sembra trasmetterla a chi lo ascolta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Annamaria Tartaglia&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
 <pubDate>Sun, 16 Feb 2014 18:21:49 +0000</pubDate>
 <dc:creator>pascale</dc:creator>
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 <title>L’Encyclopédie: un ponte tra il passato e l’avvenire LA “MACCHINA DA GUERRA” DEGLI ILLUMINISTI</title>
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 <description>&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;Tra la fine del Seicento e l’inizio del Settecento, l’Europa vive un vasto e radicale processo di rinnovamento intellettuale, di trasformazione delle opinioni e delle mentalità.Grazie all’operazione culturale compiuta dai &lt;em&gt;philosophes &lt;/em&gt;del “secolo dei lumi&quot;, che criticavano la tradizione e l’autorità in nome della pura ragione umana, ed in seguito allo sviluppo scientifico promosso da Antoine-Laurent Lavoisier, Benjamin Franklin, Alessandro Volta, l’attenzione dell’opinione pubblica si sposta sui problemi politici, economici e sociali ed il sapere è condotto verso una visiona scientifica del mondo.In questo periodo, dizionari ed enciclopedie diventano preziosi strumenti di comunicazione e trasmissione del sapere in quanto raccolgono in un unico testo moltissime nozioni. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L’opera fondamentale dell’Illuminismo francese, che resta sicuramente il monumento più significativo di un’epoca e di una stagione intellettuale, è l’ &lt;em&gt;Encyclopédie&lt;/em&gt; o &lt;em&gt;Dizionario ragionato delle scienze, delle arti e dei mestieri&lt;/em&gt;. L&#039;&lt;em&gt;Encyclopédie&lt;/em&gt; rappresenta una “somma” del pensiero illuministico nei suoi principali aspetti innovatori, un radicale programma riformatore in campo religioso, politico e civile. Essa esprime la fiducia nella ragione, nel sapere e nelle scienze, quali strumenti di progresso e strada maestra per trionfare sull&#039;errore e sui pregiudizi. Inoltre, in essa si descrivono gli strumenti, i processi produttivi, le tecnologie dell’industria e dell’artigianato, della medicina, della fisica e delle altre scienze, utili al progresso dell’umanità. Secondo lo storico italiano Franco Venturi (in &lt;em&gt;Giovinezza di Diderot&lt;/em&gt;, 1939&lt;em&gt;)&lt;/em&gt;, l’&lt;em&gt;Encyclopédie “&lt;/em&gt;non è certo un’opera filosofica, né artistica, è un capolavoro pratico”.Pubblicata a Parigi tra il 1751 e il 1772, l’&lt;em&gt;Encyclopédie&lt;/em&gt; si compone di 28 volumi: 17  di testo e 11 di tavole illustrative, per un totale di circa 72000 articoli e più di 2500 illustrazioni raggruppate tematicamente. Essa racchiude un complesso imponente di conoscenze e notizie ordinate secondo la struttura seguente: tutte le voci sono inserite in ordine alfabetico e raccolte in volumi; in ciascuna voce vi sono rinvii ad altre voci che permettono al lettore di scoprire nuovi rapporti tra idee e cose, di mettere in comunicazione scienze, arti e mestieri, costruendo così il proprio percorso di conoscenza; infine, vi è una raccolta di articoli diversi ma affini, perché appartenenti a una stessa voce, che permette di determinare qualità, cause, effetti, ecc., di idee e cose. I due animatori di questa impresa “colossale” furono lo scrittore Denis Diderot e il matematico e fisico Jean-Baptiste Le Rond D’Alembert, che scrisse l’introduzione &lt;em&gt;Discorso preliminare&lt;/em&gt; in cui indicò le ragioni e le intenzioni dell’opera. Collaborarono alla stesura dell’opera le migliori menti della società e della cultura francese della metà del XVIII secolo: filosofi, letterati, artisti, scienziati, ecclesiastici, economisti, funzionari e intendenti regi. Ricordiamo il cavalier &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Louis_de_Jaucourt&quot; title=&quot;Louis de Jaucourt&quot;&gt;Jaucourt&lt;/a&gt; (campo economico, letterario, medico e politico), &lt;a href=&quot;http://www.sapere.it/enciclopedia/Montesquieu%2C+Charles-Louis+de+Secondat%2C+bar%C3%B3ne+di+La+Br%C3%A8de+e+di-.html&quot;&gt;Montesquieu&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;http://www.sapere.it/enciclopedia/Voltaire.html&quot;&gt;Voltaire&lt;/a&gt; (storia, letteratura e filosofia), &lt;a href=&quot;http://www.sapere.it/enciclopedia/Helv%C3%A9tius%2C+Claude-Adrien.html&quot;&gt;Helvétius&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;http://www.sapere.it/enciclopedia/Condillac%2C+%C3%89tienne+Bonnot+de-.html&quot;&gt;Condillac&lt;/a&gt; (filosofia), &lt;a href=&quot;http://www.sapere.it/enciclopedia/Rousseau%2C+Jean-Jacques.html&quot;&gt;Rousseau&lt;/a&gt; (per la musica e l’economia politica), &lt;a href=&quot;http://www.sapere.it/enciclopedia/Quesnay%2C+Fran%C3%A7ois.html&quot;&gt;Quesnay&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;http://www.sapere.it/enciclopedia/Turgot%2C+Anne+Robert+Jacques.html&quot;&gt;Turgot&lt;/a&gt; (per l&#039;economia, l’etimologia, la filosofia e la fisica), &lt;a href=&quot;http://www.sapere.it/enciclopedia/Marmontel%2C+Jean-Fran%C3%A7ois.html&quot;&gt;Marmontel&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;http://www.sapere.it/enciclopedia/Buffon%2C+Georges+Louis+Leclerc.html&quot;&gt;Buffon&lt;/a&gt; (per le scienze naturali), La Condamine (per la matematica), Barone d’ Holbach, Grimm, Rayna, &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Fran%C3%A7ois-Vincent_Toussaint&quot; title=&quot;François-Vincent Toussaint&quot;&gt;François-Vincent Toussaint&lt;/a&gt; (diritto e teologia). Essi non puntavano ad un guadagno personale, ma erano uniti dal progetto di realizzare il  cambiamento sociale e politico in  Francia e nel resto del mondo. Nel &lt;em&gt;Discorso preliminare&lt;/em&gt; D’Alembert afferma: &lt;em&gt;L’opera […] ha due obiettivi: come Encyclopédie, deve esporre per quanto possibile l’ordine e la concatenazione delle conoscenze umane; come Dizionario ragionato delle scienze, delle arti e dei mestieri deve contenere su ogni scienza e su ogni arte […] i principi generali che vi sono alla base e i dettagli più essenziali che ne fanno il corpo e la sostanza. Diderot &lt;/em&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In questo brano tratto dall’&lt;em&gt;Encyclopédie&lt;/em&gt;, alla voce “Arte” curata da Diderot, si legge: &lt;em&gt;l’arte è l’industria dell’uomo applicata alle produzioni della Natura […] da cui sono nate le Scienze e le Arti […].&lt;/em&gt;Lo scopo principale di tale opera è – come scrive lo stesso Diderot alla voce “Enciclopedia” - raccogliere le conoscenze sparse sulla faccia della terra, esporne ai nostri contemporanei il sistema generale, trasmetterle ai posteri, affinché l’opera dei secoli passati non sia stata inutile per i secoli futuri; anche i nostri nipoti, diventando più istruiti, diventeranno nello stesso tempo più virtuosi e felici. Gli &lt;em&gt;enciclopedisti&lt;/em&gt;, oltre ad adottare i criteri di libertà e indipendenza, riprendono il pensiero filosofico, scientifico, politico e religioso dei secoli precedenti: Cartesio, Locke, Spinoza, Newton sono i loro i principali ispiratori, che offrono una concezione laica delle scienze, abbattono le verità del passato e promuovono il razionalismo sperimentale e la fiducia nella scienza.L’&lt;em&gt;Encyclopédie&lt;/em&gt; divenne in tutta Europa il principale strumento di diffusione delle idee illuministiche. Essa, esaltando l’operosità dell’uomo, dell’artigiano e dell’inventore, presentava un sapere fondato sull’esperienza, volto a trasformare il mondo e la società.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Serena Ascione &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
 <pubDate>Sun, 02 Feb 2014 23:00:00 +0000</pubDate>
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