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 <title>Blog di admin</title>
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 <title>La gita</title>
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 <description>&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;{gallery}gita{/gallery}.&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
 <pubDate>Sat, 07 May 2011 19:07:33 +0000</pubDate>
 <dc:creator>admin</dc:creator>
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 <title>La condizione della donna : ieri e oggi</title>
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 <description>&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;La donna è  quella creatura che in passato, discriminata , si ritrovava dinanzi ad una situazione alquanto difficile poiché non esisteva la parità dei sessi.&lt;br /&gt;
La donna era sempre inferiore rispetto all’uomo, il quale regnava su tutto; sulla politica, sulle decisioni familiari e su tutte le problematiche da risolvere e da gestire.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;br /&gt;
La donna doveva occuparsi unicamente dei figli, dei lavori domestici e della lavanderia.&lt;br /&gt;
La sua opinione era superflua, non contava. Il suo normale destino era il matrimonio e la prole . Essa viveva praticamente reclusa e, una volta sposata, poteva uscire dì casa soltanto nelle feste religiose in occasione dì un matrimonio o dì un funerale; ma se in casa giungeva, improvvisamente, un qualsiasi uomo a far visita, doveva subito ritirarsi nel gineceo se nubile non poteva neanche girare per casa.&lt;br /&gt;
La donna viene festeggiata l’8 Marzo. Le origini di questa data risalgono al lontano 1908, quando, a New York, le operaie dell’industria  tessile Cotton scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare.&lt;br /&gt;
Lo sciopero durò per alcuni giorni, fino a che il proprietario dell’industria, bloccò le porte, per impedire alle donne di uscire. Venne appiccato il fuoco nello stabilimento e tutte le operaie prigioniere morirono arse nelle fiamme.Successivamente questa data venne proposta come giornata di lotta internazionale, a favore delle donne, proprio per ricordare questa tragedia.&lt;br /&gt;
Ai giorni nostri, molte associazioni organizzano manifestazioni sull’argomento cercando di sensibilizzare l’opinione pubblica, che pesa oggi sulle condizioni di vita della donna.&lt;br /&gt;
Il simbolo della festa della donna è la Mimosa. La Festa è molto attesa, e le donne solitamente festeggiano tra di loro senza gli uomini.&lt;br /&gt;
Ma perché proprio la mimosa è il simbolo della festa della donna? Perché, oltre al fatto che fiorisce proprio nel periodo in cui capita la ricorrenza, il suo colore, giallo, presenta vitalità, allegria ed è un colore gioioso.&lt;br /&gt;
La donna uscì dalla costola dell&#039;uomo non dai piedi per essere calpestata, nè dalla testa per essere superiore. ma dal lato per essere uguale, sotto il braccio per essere protetta e accanto al cuore per essere amata. Prendiamo in considerazione questa frase per far capire a tutto il mondo che la donna è alla pari dell’uomo e che forse, per i ruoli che lei svolge continuamente e contemporaneamente nella sua vita sociale dovrebbe esser onorata per la sua capacità di esser madre, moglie, figlia e lavoratrice sempre, !&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Morena Damiano&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Brunella Aurino&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
 &lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
 <pubDate>Fri, 25 Mar 2011 21:07:18 +0000</pubDate>
 <dc:creator>admin</dc:creator>
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 <title>Download in corso......</title>
 <link>http://www.iisdefranchis.edu.it/giornalino/content/download-corso</link>
 <description>&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;Noi, ragazzi del giornalino on-line, siamo onorati di parlarvi dei tantissimi programmi che si trovano in rete. Iniziamo col dirvi: chi di voi non ha mai pensato come facciano i creatori dei film a mettere quei stupendi effetti speciali???? Ve lo riveliamo noi!!&lt;br /&gt;
Adobe after effects, un programma di video editing ed animazione, video di livello professionale con funzionalità avanzate  come effetti personalizzabili ed effetti 3D.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;br /&gt;
Questo programma è stato creato dalla Adobe System Incorporated.&lt;br /&gt;
Ve lo consigliamo vivamente se volete modificare i vostri video o creare effetti speciali.&lt;br /&gt;
Il software richiede medie conoscenze grafiche ed informatiche ma regala risultati ottimi. L’interfaccia del software si presenta abbastanza amica all’utente. Provare per credere!&lt;br /&gt;
E, visto che ci troviamo a parlare di grafica, vi descriviamo un altro bellissimo software.&lt;br /&gt;
Stavolta non modifichiamo video, ma foto! Adobe Photoshop. Uno dei programmi più famosi al mondo, specializzato nell’elaborazione di fotografie e fotoritocco. Ha un’interfaccia grafica di media difficoltà e richiede alte conoscenze grafiche e medie conoscenze informatiche. Anche questo software, come il precedente, è stato creato dalla Adobe System Incorporated.&lt;br /&gt;
Ora passiamo ad uno al programma  p2p (peer-to-peer). p2p è un programma di condivisione file, che ci permette di scaricare qualunque software di qualunque genere. Questo software p2p è chiamato Emule, utilizza i network e Donkey e Kad.&lt;br /&gt;
Ve lo consigliamo , vi sarà utile per cercare qualsiasi tipo di software!&lt;br /&gt;
Insomma noi, vi possiamo aiutare in qualsiasi campo informatico, se avete domande scriveteci al giornalino on-line. (&lt;a href=&quot;../&quot;&gt;www.itcdefranchis.it/giornalino&lt;/a&gt;)&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
 <pubDate>Fri, 25 Mar 2011 11:27:36 +0000</pubDate>
 <dc:creator>admin</dc:creator>
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 <title>Il tricolore è di core</title>
 <link>http://www.iisdefranchis.edu.it/giornalino/content/il-tricolore-%C3%A8-di-core</link>
 <description>&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;Il tricolore nasce a Reggio Emilia il 7 gennaio 1797 quando il Parlamento della Repubblica Cispadana decreta che si renda universale la bandiera Cispadana di tre colori: Verde, Bianco, Rosso.&lt;br /&gt;
Vengono usati questi colori perché i vessilli reggimentali della Legione Lombarda presentavano i colori bianco, rosso e verde; nel quale il patrimonio collettivo di quella regione, il bianco e il rosso,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;comparivano nell’antichissimo stemma comunale di Milano, mentre il verde significa le uniformi della Guardia civica milanese. Nei tre decenni che seguirono il Congresso di Vienna il vessillo tricolore fu soffocato dalla Restaurazione. Dovunque in Italia il bianco, il rosso e il verde esprimono una comune speranza. Quando si dischiuse la stagione del ’48 la bandiera divenne il simbolo di una riscossa ormai nazionale ; allo stemma dinamico fu aggiunta la bordatura di azzurro. Solo nel 14 marzo 1861 venne proclamato il Regno d’Italia e la sua bandiera continuò ad essere quella della prima guerra d’indipendenza.Nel 1925 si definirono i modelli della bandiera nazionale e della bandiera di stato. Dopo la nascita della Repubblica, confermata dall’Assemblea Costituente nella seduta del 24 marzo 1947, il tricolore è inserito nell’ art. 12 della nostra Carta Costituzionale.“La bandiera della Repubblica Italiana è il tricolore: verde, bianco e rosso a bande verticali di eguali dimensioni”.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Mariano Eduardo e Federico Robbio&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
 <pubDate>Fri, 18 Mar 2011 11:44:47 +0000</pubDate>
 <dc:creator>admin</dc:creator>
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 <title>La Donna : la Sua Ri-nasci-Ta al De Franchis</title>
 <link>http://www.iisdefranchis.edu.it/giornalino/content/la-donna-la-sua-ri-nasci-ta-al-de-franchis</link>
 <description>&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;Una giornata da ricordare, quella del 2 Marzo nel nostro Istituto, dove si è tenuto un incontro con Suor Rita Giarretta: una donna dal profondo pensiero etico e dalla forte determinazione.&lt;br /&gt;
Un dibattito con i ragazzi dell’Istituto, per dare luogo ad un diverso modo di festeggiare la donna &lt;em&gt;“&lt;strong&gt;con la consapevolezza della sua importanza”&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;. Tante le considerazioni, le riflessioni, le speranze, i sogni e tanta la determinazione nel volerli realizzare: tutto questo è Suor Rita Giarretta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;br /&gt;
La manifestazione si è aperta con  un video (preparato dalla prof Pascale) in cui veniva esaltata la figura di suor Rita  ma soprattutto metteva in rilievo il progetto Casa Rut.&lt;br /&gt;
“&lt;em&gt;Avviare questo progetto non è stato facile”&lt;/em&gt;; infatti lei e le sue consorelle si sono dovute prima far conoscere alle autorità, in particolare dalla Questura di Santa Maria Capua Vetere .&lt;br /&gt;
Poi hanno cercato di far amicizia con le ragazze: si sono conquistate la loro fiducia regalando delle piantine di viole.&lt;br /&gt;
Successivamente, Norma Riccio ha letto la lettera aperta di Suor Rita, indirizzata “all’Erode di turno”. Suor Rita, sia nella lettera, che durante il dibattito, parla spesso delle&lt;em&gt; “sue ragazze”&lt;/em&gt;, tolte dalla schiavitù della prostituzione. Prende come esempio Susan, una diciassettenne di origine moldava che nonostante gli innumerevoli abusi sessuali , con la forza del suo amore è riuscita a portare a termine una gravidanza dando  alla luce un bimbo.&lt;br /&gt;
L’incontro con Suor Rita  Giarretta ha data all’ITCG De Franchis un nuovo insegnamento ed una nuova speranza per porre fine alla estremizzazione dei sessi per raggiungere la vera parità tra Maschio e Femmine. Ella stessa ci lascia con questa citazione: &lt;em&gt;“l’identità maschile è in crisi,e di conseguenza i rapporti umani di oggi si basano solo sul sesso”.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Annachiara Del Sesto, Mariagrazia Del Giudice, Izzo Ilenia, Taras Volpe&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
 <pubDate>Fri, 18 Mar 2011 11:29:49 +0000</pubDate>
 <dc:creator>admin</dc:creator>
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 <title>Cavour lo sciupafemmine</title>
 <link>http://www.iisdefranchis.edu.it/giornalino/content/cavour-lo-sciupafemmine</link>
 <description>&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;Fece l’Italia, visse con ragione e amò con passione.&lt;br /&gt;
Amò e fu riamato da molte donne di grande bellezza, tutte affascinate dalla sua carismatica personalità.&lt;br /&gt;
E chi avrebbe mai potuto pensare a un Cavour come un grande amatore, proprio lui che appariva sempre come un ingessato signore.  &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una delle sue note storie d’amore, fu quella con Anna Schiaffino Giustiniani che scoppiò in modo travolgente e li legò per qualche anno, il loro amore era basato su appassionanti lettere che i due amanti si mandavano in segreto.&lt;br /&gt;
La nobildonna però aveva sposato giovanissima il marchese Stefano Giustiniani Campi. La notizia della relazione tra il conte e Anna si sparse pian piano suscitando inevitabilmente scandalo.&lt;br /&gt;
Dopo qualche mese però Camillo tornò a Torino e pian piano si staccava da lei frequentando altre donne, al contrario lei diventava sempre più gelosa e ossessionata da lui; quando la loro relazione finì il conte si innamorò di un’altra donna. La Schiaffino mostrò segni di squilibrio che la condussero più volte a tentare il suicidio.&lt;br /&gt;
Tracciare il ritratto dell’unico vero “padre della patria” non è impresa facile: uomo privo di scrupoli,astuto, intelligente, arrogante e accentratore ma con le donne ………&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Andreana Pignoli e Rosa Coppola&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
 &lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
 <pubDate>Fri, 11 Mar 2011 21:11:58 +0000</pubDate>
 <dc:creator>admin</dc:creator>
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 <title>GLI AMORI DI GARIBALDI</title>
 <link>http://www.iisdefranchis.edu.it/giornalino/content/gli-amori-di-garibaldi</link>
 <description>&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;Un sentimento che tutti gli esseri umani vogliono riuscire a provare, a raggiungere è proprio l’amore. Quel sentimento di cui si parla tanto, a cui si dedicano canzoni, per il quale si soffre, si piange. Ma pochi sanno viverlo in modo pulito e  sincero. L’amore, cos’è l’amore? L’amore è passione, interesse vero verso qualcun altro ;  non soltanto un’avventura di una sola notte. Prima o poi travolgerà tutti. L’amore è sempre esistito.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un esempio? Giuseppe Garibaldi !&lt;br /&gt;
Morena Damiano- Brunella Aurino&lt;br /&gt;
Garibaldi, colui che è ricordato per l’avventura unitaria italiana, colui che affiancato dai suoi mille uomini vinse, colui che, malgrado la sua determinazione e orgoglio nell’essere un abile soldato, nascondeva le sue debolezze. Da quanto afferma la storia, le donne che lo seguirono fra le lenzuola furono molte, alcune erano semplici avventure di una sola notte, altre, storie serie.&lt;br /&gt;
Testimonianze affermano che quando Giuseppe Garibaldi era a Caprera, riceveva innumerevoli lettere amorose da molte donne le quali scrivevano cose appassionanti e sensuali ed egli si preoccupava di rispondere a tutte cosicché le spese di spedizioni raggiunsero cifre altissime.&lt;br /&gt;
Garibaldi però poté scoprire il sapore vero dell’amore dall’incontro con Anita, prima moglie, la quale fu molto amata da Giuseppe e che purtroppo morì a soli 28 anni. Dopo la morte di Anita,  le avventure amorose non terminarono di certo lì, molte le baronesse, contadine, scrittrici , lavandaie che entrarono a far parte della sua vita. Egli ebbe tre mogli e 8 figli (4 dei quali da Anita), ma numerosi erano i rapporti con donne di ogni genere di livello sociale. Non che fosse un donnaiolo, ma un abile seduttore. Dava un’idea di eroe forte e generoso e di caldi sensi. Quando le donne gli si avvicinavano, lui le apprezzava ma soprattutto le lasciava fare, era dotato di un fascino particolare ma soprattutto di un notevole menefreghismo nei confronti delle donne “facili”: amava conquistare donne con fatica, difficili. Un esempio è la contessa Maria Martini della Torre, che abbandonò il marito e gli si offrì come compagna «indivisibile nella gloria e nella sventura».&lt;br /&gt;
Garibaldi cercò di dissuaderla, ma forse senza troppa convinzione. Sta di fatto che lei lo seguì in Sicilia.  Poi Louise Colet che gli fu accanto nell’assedio di Capua, e ancora molte altre.  Col passare del tempo, nonostante i capelli scolorirono nel grigio degli anni il personaggio continuò ad accendere i cuori femminili.&lt;br /&gt;
Morena Damiano- Brunella Aurino&lt;br /&gt;
 &lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
 <pubDate>Fri, 11 Mar 2011 21:09:50 +0000</pubDate>
 <dc:creator>admin</dc:creator>
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 <title>L’autunno del ’43 nel Medio Volturno</title>
 <link>http://www.iisdefranchis.edu.it/giornalino/content/l%E2%80%99autunno-del-%E2%80%9943-nel-medio-volturno</link>
 <description>&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;Cercherò di portare il mio contributo parlandovi di un tragico periodo della storia contemporanea: l’autunno del ’43 nel Medio Volturno in modo particolare ad Alife.&lt;br /&gt;
Brevemente esporrò le cause che portarono al trasferimento della guerra presso la linea del Volturno e mi soffermerò in modo particolare su alcuni eventi accaduti nella piccola cittadina alifana.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E’ il 1943 e il secondo conflitto mondiale infuoca, divenendo giorno dopo giorno sempre più sanguinoso ed insensato.&lt;br /&gt;
Adolf Hitler continua la sua feroce lotta dando ordini sempre più atroci alle proprie truppe.&lt;br /&gt;
Il 23 Agosto del ’43 il Fuhrer invita il suo feldmaresciallo Kesselring, allora comandante delle truppe tedesche dislocate nell’ Italia centrale e meridionale, a predisporre un preciso ed efficace piano strategico per impedire agli Alleati di occupare Roma.&lt;br /&gt;
Kesselring promette ad Hitler di poter bloccare gli Alleati nell’ Italia centro meridionale.&lt;br /&gt;
Mentre i tedeschi preparano, in gran fretta, la loro difesa, gli Alleati sbarcano in Sicilia.&lt;br /&gt;
Conquistato in breve tempo Salerno e Battipaglia, questi si spingono sempre più all’interno senza grandi difficoltà.&lt;br /&gt;
Il 1o Ottobre gli Alleati occupano Napoli per poi avanzare verso il Volturno, se pur lentamente a causa delle numerose interruzioni stradali.&lt;br /&gt;
Giunti presso il fiume Volturno, gli anglo-americani si schierano in due settori: Basso e Medio Volturno.&lt;br /&gt;
Le truppe tedesche non possono permettere che questi superino la linea provvisoria; almeno non prima che la linea Gustav sia pronta. A favore dei tedeschi giocano le forti ed abbondanti piogge, le quali fanno da ostacolo naturale nel ritardare l’avanzata.&lt;br /&gt;
Mentre gli americani sperano di attraversare il fiume, i tedeschi decidono di spostare le truppe dal Volturno sul fronte adriatico, lasciando però rafforzata la linea militare che da Grazzanise giunge al Matese.&lt;br /&gt;
L’intendo delle truppe tedesche però, fallisce miseramente grazie alle intelligenti azioni degli anglo-americani, allora guidati dal generale Clark.&lt;br /&gt;
Fu proprio questi ad ordinare di sferrare un unico ma decisivo e feroce attacco sul Volturno.&lt;br /&gt;
Era la notte del 12 Ottobre ’43 quando i tedeschi, ormai accerchiati, abbandonano le postazioni. Fieri, gli Alleati attraversano il fiume.&lt;br /&gt;
La mattina del 15 Ottobre la 34a divisione americana conquista Caiazzo. Mentre i battaglioni americani attraversano il Volturno, i tedeschi decidono di ripiegare attraverso la Media Valle del Volturno, per raggiungere, toccando Alife, la linea difensiva Gustav.&lt;br /&gt;
E’ il 13 Ottobre quando una squadriglia B26 delle forze aeree americane decide di radere al suolo, con lo scopo di ritardare la ritirata tedesca, metà del centro abitato di Alife, comprese tutte le sue strade interne; ma questa iniziativa risultò inutile, perché quelle distruzioni non impedirono ai tedeschi, evitando la parta bombardata, di circonvallare la città, continuando, così, indisturbati, il ripiegamento alla volta delle altre linee predisposte.&lt;br /&gt;
E’ bene ricordare che Alife fu sin dall’inizio della guerra nel Medio Volturno uno dei paesi più martoriati; esso non fu bombardato per puro caso; fu un bersaglio ben mirato in quanto, considerato luogo strategico della ritirata tedesca dalla linea del Volturno.&lt;br /&gt;
Dunque, la popolazione civile alifana conobbe direttamente le assurde violenze del conflitto.&lt;br /&gt;
Già nel Settembre del ’43 Alife subì continui rastrellamenti da parte di tedeschi, abili e spudorati, il cui unico obiettivo era quello di ostacolare l’avanzata degli Alleati.&lt;br /&gt;
Con azioni disumane, i tedeschi depretarono il patrimonio alifano e le conseguenze sarebbero risultate certamente più gravi se, una signora viennese, Anna Schuk, la “tedesca”, domiciliata a quel tempo ad Alife come sfollata proveniente da Napoli, conoscendo la lingua tedesca e improvvisandosene interprete, non fosse riuscita a stabilire un dialogo ed un rapporto di comprensione per le ragioni degli invasori, ed a salvare, così, con la sua abilità dialettica ed intellettuale, in più di un’occasione, innocenti vite umane, destinate altrimenti alla deportazione o alla morte.&lt;br /&gt;
Dopo i vari bombardamenti americani, mirati a colpire le principali vie di comunicazione, gli alifani compresero che bisognava al più presto evacuare il centro storico per poter trovare un rifugio nelle più sicure zone collinari.&lt;br /&gt;
Questa fu indubbiamente una saggia decisione, grazie alla quale, si evitò uno spaventoso massacro.&lt;br /&gt;
Alle ore 12:30 del 13 Ottobre 1943, una squadriglia di bombardieri americani colpisce il centro abitato di Alife col suo carico micidiale di morte.&lt;br /&gt;
Gli “sfollati” dalla collina seguono quel volo, vedono aerei sganciare una pioggia di bombe; un’ampia nube di fumo si innalza.&lt;br /&gt;
Tra incredulità e disperazione i civili furono costretti ad assistere inermi a quella scena di distruzione.&lt;br /&gt;
Dopo gli inaspettati ed assurdi bombardamenti americani, i cittadini alifani superstiti erano ormai incapaci di distinguere le forze militari amiche da quelle nemiche.&lt;br /&gt;
Quando vi fu il bombardamento nel centro abitato non c’era alcun tedesco; l’azione di guerra, dunque, non fu altro che un disegno sbagliato, un’iniziativa che non aveva tenuto per niente conto che delle vittime innocenti sarebbero state sacrificate al barbaro rito di quell’assurda guerra.&lt;br /&gt;
Il 25 Ottobre del ’43 i tedeschi abbandonarono definitivamente il territorio alifano.&lt;br /&gt;
La guerra aveva colpito Alife solo per qualche attimo, ma i danni che aveva provocato erano enormi. Dopo la ritirata tedesca, i sopravvissuti alle azioni militari ritornarono nel centro abitato.&lt;br /&gt;
Gli alifani furono costretti ad assistere impotenti ad uno spettacolo desolante; lutti e rovine ovunque.&lt;br /&gt;
L’esperienza durissima della guerra, però, invece di abbattere, stimolerà lo sforzo della ricostruzione, tanto che Alife divenne un improvvisato cantiere.&lt;br /&gt;
Oggi a distanza di anni gli alifani non possono fare altro che ricordare.&lt;br /&gt;
La terribile esperienza di quei giorni certo non si è cancellata dalle menti di coloro che quegli attimi atroci ed aberranti li hanno vissuti.&lt;br /&gt;
Alife ha innalzato un monumento ai suoi caduti affinchè non si perda la memoria, la memoria degli orrori della guerra, delle atrocità e dei lutti.&lt;br /&gt;
Oltre al ricordo collettivo, i cittadini hanno poi voluto accettare le scuse dei veterani americani appartenenti a quella stessa 34a Divisione Fanteria “TORI ROSSI” che causò il dolore e la morte di molti loro compaesani; nel perdono però vuole esserci il ricordo, il sacrificio di una popolazione martoriata.&lt;br /&gt;
E’ infine doveroso ricordare che i protagonisti di quel vortice di guerra furono i “nonni”, i nonni che oggi raccontano un orribile passato che ha segnato le loro menti in maniera indelebile.&lt;br /&gt;
Essi ci danno la possibilità di raccontare e grazie alle loro testimonianze siamo in grado di poter effettuare delle analisi su fenomeni destinati altrimenti ad annullarsi nel mare infinito delle memorie sepolte.Questa mia ricerca è stata prevalentemente effettuata su fonti documentarie di archivi pubblici, e su testimonianze dirette.&lt;br /&gt;
Per la parte riguardante la guerra sulla “linea” del Volturno ho reperito notizie da alcuni libri curati da Dante Marrocco e Giovanni Guadagno. Ho poi preso in esame delle fonti facilmente reperibili presso “l’Associazione Storica del Caiatino”.&lt;br /&gt;
Mafalda Marra&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
 <pubDate>Thu, 10 Mar 2011 21:14:14 +0000</pubDate>
 <dc:creator>admin</dc:creator>
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 <title>La donna di oggi è diversa da quella di ieri.</title>
 <link>http://www.iisdefranchis.edu.it/giornalino/content/la-donna-di-oggi-%C3%A8-diversa-da-quella-di-ieri</link>
 <description>&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;Fortunatamente col passare degli anni i diritti della donna sono cambiati,anzi, c’è da dire che prima non aveva nessun diritto,veniva considerata “l’angelo del focolare”: doveva rimanere a casa con i figli e occuparsi delle faccende domestiche.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Andando avanti le società si sono evolute e le donne sono riuscite ad ottenere molti diritti tra cui il diritto al voto,che è uno dei “più importanti”.&lt;br /&gt;
Oggi la donna è alla pari con l’uomo riesce ad essere del tutto indipendente, mentre prima aveva problemi ad andare a lavorare.&lt;br /&gt;
La donna sa andare avanti anche senza il sostegno dell’uomo,quando viene abbandonata non si abbatte, riesce sempre a essere forte, a portare avanti la famiglia.&lt;br /&gt;
Quando le situazioni diventano difficili gli uomini tendono sempre a scappare mentre le donne affrontano tutto a testa alta e ne escono forti e con tanta voglia di andare avanti.&lt;br /&gt;
Tutto ciò però accade  solo nei paesi occidentali mentre  nei paesi orientali è dissimile&lt;br /&gt;
poiché la base politica , culturale e religiosa  su cui è fondata la società è diversa.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;ANDREANA PIGNOLI&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
 <pubDate>Wed, 09 Mar 2011 21:15:25 +0000</pubDate>
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 <title>Un sogno che vorrei realizzare : intervistare Madonna. Ci provo!</title>
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 <description>&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Madonna Louise Veronica Ciccone, una delle pop star più conosciute e amate, soprattutto per la sua bellezza senza età.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;G.M.M.:Madonna, qual è il segreto per rimanere in forma?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Madonna: &lt;/strong&gt;&lt;em&gt;Beh per il lavoro che faccio non è difficile rimanere in forma, finisco le prove e corro in palestra!&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;strong&gt;G.M.M.:Sappiamo che hai una figlia, non la trascuri facendo questa vita?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Madonna: &lt;/strong&gt;&lt;em&gt;No, non è come tutti credono. Mia figlia, quando può, mi segue ovunque.. ama il mio lavoro più di quanto lo ami io. Spesso usciamo a fare shopping insieme, nonostante sia ancora molto  piccola.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Madonna ti ringrazio per avermi concesso . l’intervista&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Grazia Martina Mastroianni&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
 &lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
 <pubDate>Sun, 05 Dec 2010 21:17:39 +0000</pubDate>
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